Poesie

VALVARRONE

Fu un dì la Val Varrone rustica e artigiana,
pur oggi, col progresso, bellezza sei, nostrana.

Sei bella Val Varrone, sentori ancor d’agreste
con l’erba tua odorante di menta e di ginestre.

Ai fianchi della valle si scorgono i paesi
rivolti al sol nascente, alla montagna appesi.

Ci son Vestren, Pagnona, Sueglio con dintorni.
Introzzo, Avan, Tremenico, Premana coi suoi forni.

Paesi ariosi e belli, di luoghi verdi e ameni
dove la vita scorre coi suoi piacer sereni.

E c’è il Legnon, ferrigno, da sfondo, alle tue spalle,
con le rossastre rocce domina la tua valle.

Talora è contornato da cirri rosa e argento
che nel turchin del cielo vi giocano col vento.

E su, nel Legnoncino, cantar con la tua gente
mentre di sera l’ombra pian pian cade silente.

Sembra d’udire ancora, più belli quei momenti,
il suon dei campanacci al pascol degli armenti.

Sostare ad un ruscello che chioccola lì accanto,
nell’estasi t’immergi, lontano s’ode un canto.

Scusa il romanticismo, di cui sorridon oggi,
per me una panacea l’aria dei tuoi poggi.

Cariboni Ezio