Paesi

VESTRENO
E’ il primo paese che s’incontra, salendo da Dervio, lungo la strada della Valvarrone. Situato su una sorta di pianoro, prima che il versante della valle aumenti la sua pendenza, si presenta con un nucleo storico di case in pietra con i caratteristici tetti in piode collegate da strette e ripide stradine e altre, che le circondano, ristrutturate o di recente costruzione. Parte integrante del Monte d’Introzzo, Vestreno seguì con gli altri paesi che ne facevano parte, le vicende storiche. Di notevole importanza anche se non si trova all’interno del paese, è il Santuario della Beata Vergine di Bondo situato a 700 metri di quota, sul versante occidentale del M. Legnoncino, affacciato sul lago, proprio sopra l’abitato di Dorio ma nel territorio comunale di Vestreno che estende i suoi confini verso Colico. La costruzione, che risale al 1677, ebbe nel corso degli anni a seguire, sia grazie alla generosità delle offerte dei fedeli, che all’attenzione dei vari parroci, diverse modifiche e abbellimenti come la realizzazione dell’altare, della mensa e della balaustra, in marmo nero di Varenna, trasportato via lago fino a Dorio e da qui, a spalla, per ripide mulattiere, a Bondo. Seguì, tra il 1759 e il 1760, la costruzione del portico mentre la facciata, con l’architrave in granito, lavorato sul posto, è del 1767. Nel 1775, venne restaurata l’immagine della Madonna, e, per una miglior conservazione, venne posta in un telaio con vetri. Degna di nota è la costruzione del campanile nel 1810 voluta dall’allora parroco Giovanni Vitali e, in seguito, la decorazione interna nell’anno 1911 e il restauro totale della parte esterna nel 1918.

INTROZZO

Situato grossomodo al centro dei paesi della bassa Valvarrone, Introzzo ha sempre avuto un’importanza particolare tanto, da assegnare alla zona, fin dal Medio Evo, la denominazione di Mont’Introzzo. L’origine del nome sembra far riferimento a una tassa di soggiorno “Introgium”, appunto, che tutti i forestieri dovevano pagare per poter rimanere, per qualche tempo, in paese. Come del resto tutti gli altri paesi della valle, presenta un nucleo storico di abitazioni realizzate con pietre locali e con coperture in piode; strette e ripide stradine acciottolate si snodano al loro interno e mettono in collegamento le nuove costruzioni situate, per mancanza di spazio a monte e a valle, all’inizio e alla fine del paese. La chiesa, che si trova nella parte alta del paese, dedicata a S. Antonio Abate, è di probabili origini medievali ed è citata, nella Visita pastorale che Gabriele Sforza fece nel 1455, come “mal conservata” però, in una successiva visita, quella di S. Carlo nel 1556, viene descritta come “tota picta”. Venne ricostruita nel 1700, sul suo lato destro sono ancora visibili le strutture originarie. Nei confini amministrativi del Comune di Introzzo, rientrano le località di Subiale (m 1096) e Lavadee (m 1327) un tempo alpeggi ora diventati luoghi di villeggiatura e, poco oltre, i Roccoli Lorla dove si trova l’omonimo rifugio della sezione di Dervio del Club Alpino Italiano.

SUEGLIO


Sueglio, “posto in posizione elevata, davanti alla Valle che si è finalmente allargata presso il suo sbocco sul Lario, è paese ben esposto al sole” scriveva Fermo Magni nel 1926 e, senza dubbio, questa ubicazione ha favorito in un certo qual modo, il turismo a Sueglio. L’interno del paese è caratterizzato da una rete di viuzze che s’intersecano passando anche sotto agli edifici per mezzo di bassi portici. La Parrocchiale di S. Martino, isolata dal paese nella sua parte bassa, è di origine altomedievale, divenne sede, nel 1362, di un rettore ed in seguito, nel 1367 di un parroco. Dal 1583 al 1585 resse la parrocchia Marcoaurelio Grattarola, uno dei primi oblati di S. Carlo che consacrò la chiesa nel 1583 salendo sull’alto campanile per la consacrazione delle campane. L’edificio venne però in gran parte ripreso nel 1860, contiene i resti dell’antico battistero, sette altari tra i quali il maggiore, interamente in legno e risalente al 1660. Il campanile, eretto alla fine del 1600, è arricchito da un orologio astronomico realizzato nel 1707. Al centro del paese, si trova anche la chiesa di S. Bernardino, ricordata dal 1506, ma con probabili origini quattrocentesche: è a navata unica con la facciata a capanna sulla quale s’intravedono resti di affreschi tra i quali un’Immacolata fra due Santi; l’altare maggiore, in legno ospita le statue dell’Eterno, della Madonna della Neve e di sette Santi tra i quali si riconosce S. Sfirio al quale è dedicata la piccola chiesa situata sull’anticima del M. Legnoncino.

TREMENICO

Pur facendo parte della Valvarrone, Tremenico fa storia a sé rispetto agli altri paesi, e, in effetti, ha una sua parrocchiale sin dal 1367, mentre gli altri tre Comuni valvarroronesi (Vestreno, Sueglio, Introzzo) fanno riferimento alla chiesa di San Martino a Sueglio. L’attività che da sempre ha caratterizzato questo paese è quella delle miniere di cui restano oggi solo alcune cave di feldspati che impiegano poche persone. A Tremenico sono ancora vivi sia il dialetto assai caratteristico, sia la consuetudine di sfoggiare nelle feste l’antico costume tradizionale. Per quanto riguarda l’architettura, le antiche case sono molto vicine tra loro e su alcune facciate presentano affreschi, più o meno conservati, in stile gotico. Di particolare interesse è la chiesa di S. Agata all’interno della quale, sull’altare maggiore, un dipinto che raffigura la Santa, risale al 1696, quello che raffigura la Madonna e i Santi è invece del tardo ‘500 Al di sopra dell’abitato si trova il caratteristico nucleo di “Fenile” composto da stalle e fienili che testimonia l’intensa attività della pastorizia che un tempo veniva svolta.

AVANO

Frazione di Tremenico, dal quale si trova poco oltre, sulla strada che conduce a Pagnona, Avano è un piccolo nucleo di case con un’unica stradina principale che attraversa il paese. Si può dire che tra i nuclei della bassa Valvarrone, Avano è quello che ha meglio conservato l’aspetto storico tanto da prestarsi, dal 2008, all’allestimento di una mostra di strumenti antichi che consiste in un percorso che si snoda tra le vie del paese lungo le quali, il visitatore ha la possibilità di “immergersi” nella vita quotidiana di un tempo con attrezzi e materiali utilizzati dalla popolazione del luogo per le diverse attività che permettevano loro il sostentamento. In ogni angolo del paese vengono ricreate, fedelmente, situazioni e ambienti di vita del passato, illustrati e descritti non solo con schede esplicative, ma addirittura da persone del luogo che, indossando il costume tradizionale, che per le donne è la “Stampade”, forniscono spiegazioni sull’uso e la funzione dei vari strumenti.

PAGNONA
(foto di Vitale Tagliaferri)
Pagnona, situata quasi a picco sul torrente Varrone, è un insieme di case biancheggianti quasi in contrasto con quelle più scure della vicina Premana. Ha origini antiche testimoniate da diversi oggetti di ferro e di bronzo risalenti dal XVI al IV secolo a.C. All’ingresso del paese, si trova l’imponente torre detta “Contoleggia”; di origine medievale ma ripresa nel Quattrocento. La strada principale termina in una piccola piazza circondata da edifici del 1700. Particolare importanza ha la fonte di S. Carlo, situata sulla strada che porta a Tremenico dove sembra che l’Arcivescovo Carlo Borromeo, in occasione di una sua Visita Pastorale, avrebbe fatto scaturire l’acqua appoggiando una mano sulla roccia. La chiesa, dedicata a S. Andrea, si trova leggermente isolata e subì delle modifiche intorno al 1900; conserva elementi barocchi e l’altare maggiore si presenta con un dipinto di pregio dell’Addolorata donato da pagnonesi residenti a Venezia.

PREMANA

Premana è forse il paese più caratteristico dell’alta Valvarrone, arroccato su un ripido pendio boscoso ai piedi del quale scorre il torrente Varrone. Il paese conserva una struttura medievale e fin dal tempo dei romani, era conosciuto per la lavorazione artigianale del ferro. La presenza di miniere di questo minerale, alla testata della valle ha permesso a Premana di essere, per secoli, una grande e importante “fucina”, per l’appunto, di utensili e armi. Attualmente è un grande centro organizzato nella produzione di utensileria esportata in tutto il mondo. Interessanti da visitare sono il Museo Etnografico, dove sono raccolte, meticolosamente importanti e rare testimonianze su gli usi e costumi locali. La chiesa di S. Dionigi, già esistente nel XIII secolo, presenta un particolare campanile a cipolla: all’interno di rilevante interesse si trovano opere in ferro battuto realizzate dagli abili artigiani locali, e, sulla parete di sinistra, un grandioso polittico di S. Rocco.

Testi di Luca Fiorucci